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  • Andrea Oberto

    La storia di Andrea Oberto puo’ sembrare banale o apparire come la piu’ classica delle favole proposta per l’ennesima volta, ma vi posso assicurare che ogni volta che mi ritrovo a raccontare come mio padre ha dato vita alla sua azienda, l’espressione che appare sul volto delle persone a cui mi rivolgo è quella di puro stupore. Questo accade non tanto perché l’esordio di mio padre sia stato particolarmente avventuroso o eccitante, quanto perché il suo percorso incuriosisce e stupisce per la sua stessa semplicità.

    Andrea Oberto, per gran parte della propria vita, ha svolto contemporaneamente due lavori: quello autista di camion e quello di agricoltore. Dopo, infatti, una lunga ed estenuante settimana di lavoro, Andrea, sicuramente spinto da una grande passione per la terra, trovava la forza per coltivare i tre ettari di vigneto ereditati dal padre. Una parte dell’uva ottenuta da questi vigneti era conferita alla cantina sociale, mentre l’altra era trasformata in vino, venduto poi in damigiane a clienti privati.

    Oggi l’Azienda Agricola Andrea Oberto continua sì ad essere un’azienda famigliare, ma i tre ettari di vigneto sono diventati 16 e le damigiane sono diventate bottiglie (100.000 circa) di vino pregiato ed esportato in tutto il mondo.

    Non è mutata, tuttavia, la passione di Andrea: mentre altri produttori hanno preferito delegare il lavoro nei vigneti, mio padre è rimasto fedele alla campagna continuando a piegare la schiena sulla terra con lo stesso entusiasmo di un tempo.

     

    Mi chiamo Fabio Oberto e sono il figlio di Andrea Oberto.

    Ho voluto raccontarvi come mio padre sia riuscito a realizzare il proprio sogno, perché la sua esperienza mi è servita a capire quanta dedizione e quanti sacrifici sono necessari per raggiungere il tanto ambito “successo”.

    Io, come tanti altri giovani – figli di viticoltori che, come Andrea Oberto, hanno dedicato la loro vita a questa professione – ho una grande responsabilità: portare avanti l’operato di persone straordinarie. Persone che non si sono mai arrese dinnanzi alle difficoltà o alle sconfitte, e che non hanno mai perso la fiducia in se stessi né la passione per il loro lavoro.

     

    Fabio Oberto

  • Vignaioli di Santo...
    L'Azienda I Vignaioli di Santo Stefano nasce nel 1976 grazie a un gruppo di produttori (Sergio Santi, la famiglia Scavino e la famiglia Ceretto) che, stanchi delle grosse quantità ad uso commerciale dell'Asti, si pongono come obiettivo di ricreare attorno all'immagine dell'uva Moscato Bianco un modello di qualità. L'esordio nel primo anno è di sole 4.000 bottiglie di Moscato D'Asti e la risposta positiva del mercato, che ne richiese almeno il triplo di produzione, motivò i grandi investimenti affrontati negli anni successivi. Già nel 1979 si arrivò a produrre 40.000 bottiglie fino alle attuali 350.000 di Moscato d'Asti e 20.000 di Asti Spumante. Alla qualità dobbiamo il nostro successo ma, I Vignaioli di Santo Stefano rimane una piccola realtà attenta al rispetto delle lavorazioni più tradizionali. L'azienda è proprietaria di 25 ettari di terreno tra Santo Stefano Belbo, Canelli e Calosso ed affittuaria della prestigiosa tenuta San Maurizio del conte Carlo Vittorio Incisa Beccaria, una superficie collinare di 16 ettari di terreno nel comune di Santo Stefano Belbo per un totale di 41 ettari.